I Modelli Osteopatici possono essere considerati una sorta di linee guida, scelte sempre in base alle specifiche caratteristiche psico-fisiche del paziente.
Il range dei modelli osteopatici varia dalla filosofia del General Osteopathic Treatment, ossia Trattamento Osteopatico Generale, a quella dello Specific Adjustment Treatment, cioè Trattamento di Correzione Specifica.
Il primo coincide con un trattamento massimalista
vale a dire una routine di trattamento globale sempre plagiabile in base alle caratteristiche specifiche del caso, che si propone di risolvere la disfunzione locale attraverso un approccio globale di impatto meccanico, fisiologico e idrodinamico, cosicché il "tutto" viene trattato attraverso le parti che lo compongono.
Il secondo si esplica in un trattamento minimalista
basato sull'analisi attenta del corpo in tutte le sue espressioni e ritmi, ai fini di individuare la "lesione primaria" da cui tutte le altre dipendono o sono disposte, come satelliti nel campo
gravitazionale di un pianeta maggiore. Una volta individuato "l'occhio del ciclone", esso viene corretto con una manipolazione altamente specifica, in modo che tutto il sistema corpo, come in una fase di shock, si riorganizzi presso un prossimo centro di potenza ed influenza minore del precedente. Questo modello risponde all'imperativo "find it, fix it and leave it alone" (trovalo, correggilo, e lascialo in pace), lasciando una forte enfasi sulla Vis Medicatrix Naturae.
Questi due modelli sono soltanto i due antipodi di una vasta gradazione di intervento decisionale clinico e terapeutico in ambito osteopatico. Solo a scopo di citazione, esistono modelli biomeccanici-posturali, neurologici, cardio-respiratori, connettivi e metabolici.
Qualsiasi sia la condizione anormale da cui il corpo è afflitto, l'obiettivo osteopatico si prefigge di:
ristabilire la mobilità (articolare) o la motilità (fasciale, viscerale...) là dove esse siano state compromesse
migliorare l'apporto sanguigno e il ritorno venoso e linfatico per ottimizzare l'ossigenazione e la nutrizione cellulare
normalizzare l'interazione del sistema nervoso centrale e periferico con il sistema immunitario, endocrino e muscolo-scheletrico
bilanciare e coordinare il sistema dei 6 diaframmi e il loro ritmo (il diaframma plantare, pelvico, toraco-addominale, toracico superiore, ioideo e il tentorium cerebri).
Ognuno degli obiettivi sopra citati, trovano un campo di realizzazione in più livelli:
locale: nella parte più direttamente coinvolta dalla disfunzione che può, o non, coincidere con quella in cui viene riportato il dolore
segmentale: nell’unità metamerica che governa fisiologicamente l'area locale in disfunzione
globale: nell'unità corpo-persona, includendo gli effetti di interazione dell'area in disfunzione con tutti gli altri sistemi dell'organismo e del suo equilibrio psico-sociale.
I modelli di biomeccanica osteopatica sono molteplici. Tuttavia, ognuno di essi propone, anche se in rapporto diverso, dei pivot vertebrali di carattere strutturale, funzionale, fisiologico, ossia delle vertebre-chiave, la cui corretta mobilità assicura una corretta funzione delle medesime, delle curve fisiologiche a cui appartengono, e degli organi interni che governano e regolano. Inoltre, l'Osteopatia riconosce ed utilizza i principi di biomeccanica classica, come elementi costituenti e determinanti il metodo di valutazione e trattamento del paziente.
Ai fini di realizzare la globalità dei suoi obiettivi, l'intervento osteopatico si avvale di innumerevoli metodi di applicazione e tecniche di trattamento esclusivamente manuali.
Strutturale: che include diverse tecniche articolatorie e manipolatorie (HVLA, HALV) su ogni articolazione del corpo
Funzionale: che comprende tecniche quali Functional Technique, Functional Inhibition, B.L.T. etc., applicabili sia sui tessuti molli che sulle articolazioni. Queste tecniche, caratterizzate da una minima invasività di applicazione, rappresentano un potente strumento terapeutico di per sé od offrono una valida opzione al metodo strutturale, qualora esso sia inappropriato per motivi intrinseci al paziente o per le decisioni cliniche dell'osteopata
Craniale:che si avvale di tecniche dirette o indirette sul Primary Respiratory Mechanism (P.R.M.) e le sue espressioni in tutto il corpo. L'Osteopatia sostiene, infatti, esista un ritmo (P.R.M.), di identità ben definita, percepibile manualmente, che coinvolge il sistema nervoso centrale, il liquido cerebro-spinale, le meningi, le ossa craniche e l'osso sacro. Alterazioni di ogni tipo di tale ritmo, possono essere cause di molti sintomi comuni in pazienti di età pediatrica ed adulta.
Fasciale: che si fonda sull'ascolto e la correzione di tensioni esistenti nei tessuti mio-fasciali superficiali e/o profondi.
Viscerale: che usa tecniche specifiche per la correzione di lesioni osteopatiche in tutto l'apparato gastro-intestinale, endocrino e genito-urinario
Muscolare: attraverso la Muscolar Energy Technique (M.E.T.), tecnica creata ed elaborata dal Dr. F.L.Mitchell, che normalizza asimmetrie dei toni muscolari, usando specifici riflessi neuro-muscolari.
L'osteopata integra il suo intervento anche con l'uso terapeutico dei Trigger Points, i Riflessi di Chapman, Tecniche di Oscillazione Armonica, Strain&Counterstrain, tecniche di pompaggio linfatico, consigli nutrizionali, ergonomici, in complementarietà con tutte le altre figure mediche professionali, considerando il paziente come un individuo unico, nel suo particolare contesto remoto ed attuale.
Informazioni
Via Pasquale Fiore 18, 00165 ROMA
Tel/Fax: +39.06.97749899/.900
info@scuoladiosteopatia.it
Dirigente scolastico:
Dott.ssa Gigliola Sigismundi
g.sigismundi@airop.it Tel:+39.338.8631035