Scuola di
Osteopatia C.R.O.M.O.N.Premesso che la figura dell’osteopata trova collocazione e si identifica come una tra le espressioni professionali in grado di erogare prestazioni, anche di carattere sanitario, a rilevanza sociale, finalizzate alla promozione della salute, alla prevenzione ed al contenimento degli esiti degenerativi ed invalidanti di condizioni patologiche o di alterazioni funzionali congenite o acquisite. La disciplina osteopatica mira a concorrere per una più completa e fattiva partecipazione dell’individuo alla vita sociale in termini qualitativi e produttivi.
Le competenze specifiche acquisite mediante corsi di formazione ed aggiornamento continuo consentono inoltre, all’osteopata, di potersi collocare nell’ambito delle prestazioni e dei servizi finalizzati alla prevenzione delle inabilità o disabilità in aree di particolare interesse socio-sanitario quali quella evolutiva, della terza età e dell’handicap.
La Consulta delle Professioni non Riconosciute, istituita dal CNEL , attribuiva all’osteopatia, già dal 1999, un’identità professionale propria ed autonoma. Il dibattito è aperto da tempo e già il Parlamento Europeo invitava gli Stati membri con una Risoluzione alla legalizzazione dell’osteopatia e delle altre MNC dato il loro potenziale occupazionale di notevole interesse oltre ad essere ritenute spesso più convenienti nell’approccio e nella cura di numerose affezioni socialmente incidenti in termini di costi e giornate produttive perse: si è quindi da tempo avviato un dialogo per garantire ai pazienti la libertà possibile di scelta terapeutica, assicurando loro nel contempo un elevato livello di sicurezza, un’informazione trasparente e in merito all’efficacia, del trattamento osteopatico garantendo uno elevato standard formativo a protezione dell’utente.
Il vuoto legislativo italiano in materia di esercizio dell’osteopatia è stato colmato dal Registro degli Osteopati d’Italia a garanzia e tutela degli utenti dell’osteopatia, con l’organizzazione e l’adeguamento della professione osteopatica agli standard formativi e professionali europei mediante una autoregolamentazione dei professionisti che si adeguano allo statuto, al codice deontologico, e dal regolamento interno del Registro professionale.
La regolamentazione e il coordinamento dei criteri di formazione che gli osteopati italiani ed europei si sono autoimposti costituiscono, attualmente, una garanzia indispensabile per i cittadini; considerando che è imperativo, sia nell’interesse dei pazienti che in quello dei terapeuti, che l’armonizzazione europea sia fatta a un alto livello di qualifiche e competenze che sia richiesto in ogni caso l’ottenimento di un iter di formazione riconosciuto dallo Stato, ma che risponda alle esigenze specifiche osteopatiche con livelli di formazione adeguati ai principi sanitari generali richiesti da ogni atto terapeutico nonchè alle specificità della disciplina .
Di fatto gli osteopati hanno continuato a rispondere con scienza e coscienza alla richiesta di una popolazione attratta dalla semplicità e dall'efficacia dell'osteopatia.
E' un fenomeno sociale che si riscontra in tutti i paesi d'Europa in cui l'Osteopatia si sta diffondendo.
L'Osteopatia è qui in pieno sviluppo e le decisioni prese dal Parlamento Europeo hanno favorito le relazioni tra osteopatia ed istituzioni. L'Italia è in marcia verso la sua regolamentazione . Da anni, il Consiglio Direttivo del ROI lavora per il riconoscimento ufficiale dell'osteopatia.
Informazioni
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Dirigente scolastico:
Dott.ssa Gigliola Sigismundi
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